Se il bambino dorme male, la melatonina non è quasi mai la soluzione

21 Ago 2026

FOCUS: Pediatria

Di fronte alle difficoltà di sonno nei bambini, la melatonina viene talvolta percepita come una soluzione semplice e immediata. Ma non è così, occorre anzitutto cercare di capire l’origine del problema e modificare per prima cosa le abitudini del bambino, privilegiando quelle che favoriscono il sonno, come orari regolari e una minore esposizione agli schermi di videogiochi, computer e smartphone la sera.

La melatonina è un ormone

La melatonina è un ormone prodotto dall’organismo soprattutto nelle ore notturne: aiuta a regolare il ritmo sonno veglia. Prendere la melatonina può quindi facilitare l’addormentamento in alcuni casi, ma non risolve di per sé le cause dei problemi di sonno nei bambini. Ciononostante viene tuttavia somministrata sempre più spesso perché percepita come un rimedio rapido, naturale, facilmente acquistabile e poco costoso (leggi anche la news Ci vuole cautela nell’uso della melatonina nei bambini e ascolta il podcast L’insonnia del bambino).
Due ricercatori australiani partendo dall’analisi delle prove disponibili nella letteratura scientifica in una messa a fuoco della situazione invitano a considerare la melatonina un trattamento da usare con prudenza e sotto supervisione medica, non un integratore innocuo per ogni difficoltà di sonno nel bambino.

Quando la melatonina può essere utile nel bambino

Le prove di efficacia della melatonina sono più solide nei bambini con disturbi del neurosviluppo, in particolare nello spettro autistico, quando le strategie comportamentali non sono sufficienti. In questi casi la melatonina può ridurre il tempo necessario per addormentarsi e aumentare, in media, la durata complessiva del sonno.
Nei bambini con sviluppo tipico, invece, le conoscenze sull’efficacia e sulla sicurezza sono più limitate. La melatonina può essere presa in considerazione per disturbi specifici, come l’insonnia persistente o un’alterazione del ritmo sonno-veglia, ma solo dopo una valutazione accurata da parte del pediatra. Inoltre non ci sono protocolli standardizzati per definire la dose di melatonina da usare nei bambini con sviluppo tipico: la scelta del prodotto, della dose e dell’orario di assunzione deve quindi essere individualizzata e periodicamente rivalutata.
Nel breve periodo la melatonina è in genere ben tollerata, ma può causare sonnolenza al mattino, mal di testa, vertigini, nausea o sogni vividi. Mancano inoltre dati sufficienti sugli effetti di un uso prolungato nei bambini. La melatonina è coinvolta nei meccanismi che regolano l’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi, importante per lo sviluppo puberale. Non è dimostrato che la sua assunzione interferisca con lo sviluppo puberale, ma le incertezze sugli effetti a lungo termine consigliano prudenza nell’uso nel bambino.

In pratica

La melatonina non va considerata come soluzione per l’insonnia nel bambino. Occorre invece intervenire sulle abitudini che favoriscono il sonno e, in particolare:

  • mantenere orari regolari per andare a letto e svegliarsi, anche nei fine settimana
  • prevedere una routine serale tranquilla e ripetitiva, per esempio bagno, denti e lettura
  • evitare schermi, videogiochi e contenuti stimolanti nelle ore precedenti il sonno
  • verificare se l’ambiente in cui il bambino dorme è adeguato e se vi sono fattori che disturbano il riposo.

Per approfondire puoi leggere il commento L’igiene del sonno viene prima dei farmaci nel numero 6 del bollettino di InFarmaco)
In ogni caso occorre sempre sentire il parere del pediatra e mai somministrare di propria iniziativa prodotti a base di melatonina
(leggi anche la news “Insonnia nei bambini: perché il “fai da te” può essere rischioso”).

Bibliografia

Ohn M, Fitzgerald D. Reframing and clarifying melatonin use in paediatric sleep care. Paediatr Respir Rev 2026; https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1526054226000035?via%3Dihub Conflitti di interesse:
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