Quando sospendere gli antipsicotici dopo un episodio acuto

21 Set 2026

FOCUS: Cronicità e polifarmacoterapia

Dopo un episodio psicotico acuto, il disturbo mentale transitorio caratterizzato dalla perdita temporanea del contatto con la realtà tipico della schizofrenia, la terapia con farmaci antipsicotici è la norma, ma è possibile a un certo punto sospenderla o è meglio continuarla?

I farmaci antipsicotici

I farmaci antipsicotici agiscono bloccando alcuni recettori a livello dei neuroni. Si distinguono tra antipsicotici di prima e di seconda generazione in base al loro meccanismo d’azione:

  • blocco dei recettori D2 della dopamina per la prima generazione, antipiscotici tipici
  • blocco dei recettori della dopamina e della serotonina per la seconda generazione, antipsicotici atipici.

I secondi, più nuovi, riducono il rischio di alcuni effetti avversi extrapiramidali (parkinsonismo, tremore, distonia), essendo però gravati da altri effetti avversi (sindrome metabolica). Diversi antipsicotici hanno poi una tossicità cardiaca con aumento del rischio di gravi aritmie.
Attualmente i più usati sono gli antipsicotici di seconda generazione, che sono i più costosi, anche se soprattutto in caso di eventi psicotici acuti i farmaci di prima generazione sono molto efficaci.

La terapia dopo un episodio acuto

Una volta superata la fase psicotica acuta, le linee guida internazionali raccomandano la prosecuzione della terapia con antipsicotici per almeno uno o due anni, ma molti pazienti chiedono di poter sospendere la cura visti gli importanti effetti avversi. A volte anzi sono i pazienti stessi a interrompere l’assunzione dei farmaci senza neanche riferirlo al medico, esponendosi così al rischio di una recidiva. La probabilità di incorrere in una nuovo episodio psicotico è infatti alta se si interrompe la terapia prima del previsto.
Secondo dati statunitensi il 70% degli utilizzatori di antipsicotici interrompe la cura entro il primo anno. È quindi importante capire che cosa accade se si riduce progressivamente o si sospende la terapia.
Uno studio olandese ha cercato di valutare la situazione in uno studio controllato e randomizzato che ha coinvolto 347 pazienti dopo un episodio psicotico acuto trattati con farmaci antipsicotici che venivano sospesi entro l’anno oppure proseguiti nel tempo.
I risultati parlano a favore dell’importanza di continuare la terapia: chi l’interrompeva infatti aveva un rischio quasi tre volte superiore di avere un nuovo episodio di psicosi acuta nell’arco di un anno. A distanza di tre o quattro anni invece il rischio tornava uguale a quello di chi aveva continuato la terapia.

In pratica

La terapia con antipsicotici è gravata da numerosi effetti avversi che incidono sulla qualità della vita delle persone ed è per questo motivo che spesso l’aderenza al trattamento non è ottimale o addirittura se ne ha l’abbandono. La possibilità di ridurre o sospendere la terapia nel primo anno dopo un evento acuto espone a un rischio aumentato di nuovi episodi psicotici acuti, va quindi discussa con il medico e decisa da quest’ultimo solo dopo un’attenta valutazione della situazione clinica e dei pro e contro.

Bibliografia

Sommer I, de Beer F, et al. Early dose reduction or discontinuation vs maintenance antipsychotics after first psychotic episode remission. A randomized clinical trial. JAMA Psichiatry 2026; https://jamanetwork.com/journals/jamapsychiatry/fullarticle/2839607 Conflitti di interesse:
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