Bisogna porre attenzione alla cascata prescrittiva

30 Set 2026

FOCUS: Cronicità e polifarmacoterapia

Antidepressivi, antipsicotici, ansiolitici, farmaci per l’insonnia, farmaci per ridurre il colesterolo, antipertensivi sono tutti medicinali prescritti con frequenza nelle persone anziane che nascondono un ulteriore rischio rispetto a quello noto degli effetti avversi: la cascata prescrittiva. Sono infatti farmaci che possono causare, come effetto collaterale un sintomo o una situazione dovuti alla terapia stessa e invece interpretati come indice di un’altra malattia e meritevoli quindi di un’ulteriore trattamento (leggi anche le news “Polifarmacoterapia e cascata prescrittiva: opinioni a confronto” e “Quando un effetto collaterale di un farmaco viene trattato come una malattia”).

Anziani e farmaci

Quanto più passano gli anni e tante più sono le malattie, che vanno di pari passo con l’aumento del numero di farmaci che si è costretti ad assumere quotidianamente per controllarle (si parla di polifarmacoterapia quando i medicinali assunti giornalmente sono cinque o più).
Questa situazione, associata allo stato di fragilità in cui versano molti anziani e alle alterazioni del metabolismo epatico e renale connesse all’età o alle malattie, li espone più facilmente agli effetti avversi delle terapie. Se è vero che molte di queste sono efficaci nel controllare i disturbi di cui si soffre, è altrettanto vero che occorre cautela nell’aggiungere nuovi farmaci a quelli già prescritti, in caso di comparsa di nuovi sintomi.
In alcuni casi infatti si corre il rischio di una cascata prescrittiva, per cui il farmaco A causa un effetto avverso B che viene in realtà interpretato come il sintomo di una nuova malattia che deve essere quindi curata con una nuova terapia, quando basterebbe invece sospendere il farmaco A o modificarne il dosaggio per far sparire i sintomi.

Una revisione sulla cascata prescrittiva

Una revisione sistematica a ombrello, condotta da autori italiani, ha valutato quali siano i farmaci che più facilmente possono dare origine nell’anziano a una cascata prescrittiva e quali siano le conseguenze.
Sono state così riportate 84 situazioni in cui un effetto avverso dovuto a una delle terapie in atto è stato invece erroneamente ascritto a una nuova malattia, con l’aggiunta di un nuovo farmaco in terapia.
I farmaci che più spesso davano origine a una cascata prescrittiva erano gli antidepressivi, i farmaci impiegati nella demenza, gli antipsicotici, gli ansiolitici, i farmaci per l’insonnia, i farmaci per ridurre il colesterolo e gli antipertensivi. Le manifestazioni cliniche che inducevano a credere alla comparsa di una nuova malattia erano soprattutto i disturbi psichiatrici (quasi il 20% dei casi) o del sistema nervoso (il 13%) e i disturbi gastrointestinali (il 13%).

Gli esempi di cascata prescrittiva

Alcuni esempi descritti nella revisione possono far meglio comprendere che cosa sia una cascata prescrittiva:

  • un paziente è trattato con un calcioantagonista, un farmaco usato per l’ipertensione che può avere come effetto avverso la comparsa di edema (gonfiore) alle gambe. Il medico, invece di collegare la comparsa dell’edema alla terapia in atto, modificando o sospendendo il calcioantagonista, pensa che l’edema sia dovuto a un problema cardiaco e aggiunge alla terapia un farmaco diuretico, che può esporre il paziente al rischio di disidratazione e disturbi elettrolitici
  • un paziente prende per l’ipertensione un diuretico, la furosemide, che può indurre una iperuricemia, il medico invece di ascriverla al farmaco e provvedere di conseguenza decide di aggiungere un altro farmaco, l’allopurinolo, per ridurre l’uricemia.

In pratica

Soprattutto nella persona anziana che prende più di cinque farmaci al giorno per le sue diverse malattie in caso di comparsa di nuovi disturbi è bene, come prima cosa, accertarsi che non siano possibili effetti avversi delle terapie in corso. Se c’è questa possibilità il primo passo è di rivedere la terapia, modificandola e osservare se i disturbi nel giro di qualche giorno regrediscono. Così facendo si evita al paziente il rischio di prendere ulteriori farmaci inutili, se non dannosi.

Bibliografia

Carollo M, Crisafulli S, et al. Prescribing cascades: an umbrella review and updated systematic review. Drugs Aging 2026; https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41949780/ Conflitti di interesse:
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