Rivedere periodicamente la terapia per chi soffre di steatosi epatica

22 Ott 2026

FOCUS: Cronicità e polifarmacoterapia

Le persone che hanno una steatosi epatica di origine metabolica, una delle più frequenti malattie del fegato, sono spesso trattate con più farmaci e questo le pone a rischio di un aumento degli effetti avversi e delle interazioni tra farmaci, per cui è utile rivedere periodicamente la loro terapia e ridurre o sospendere i trattamenti non più necessari. Una revisione sistematica ha valutato questa condizione.

Una malattia molto diffusa

La steatosi epatica associata a disfunzione metabolica (nota anche con l’acronimo inglese MASLD) è una condizione in cui i grassi si depositano in eccesso nelle cellule del fegato, danneggiandone la funzione. Un tempo era detta steatosi non alcolica per distinguerla dalla forma analoga che si sviluppa in chi beve alcol.
Si stima che tra il 10 e il 30% della popolazione mondiale abbia una forma di steatosi di questo tipo, che può essere una forma lieve, gestibile con una modifica degli stili di vita, o più o meno grave, fino alla steatoepatite, con infiammazione del fegato, che prelude a una fibrosi dell’organo, a una cirrosi e a un carcinoma epatico. La steatosi epatica associata a disfunzione metabolica, nota nei decenni scorsi soprattutto nelle persone più anziane, ora a causa degli stili di vita sedentari, dell’alimentazione scorretta e del conseguente aumento di sovrappeso e obesità, è diventata frequente anche nei più giovani.
Proprio per la sua causa metabolica, questa patologia si associa ad altre malattie del metabolismo come l’obesità, il diabete, l’iperlipidemia e l’ipertensione. Per questo motivo chi ne soffre deve assumere ogni giorno più di cinque farmaci (polifarmacoterapia), tra cui medicinali per ridurre il colesterolo, per controllare la glicemia, per ridurre il grasso epatico, per abbassare la pressione.

I risultati della revisione sistematica

Sono stati identificati nella letteratura scientifica sei studi che hanno arruolato migliaia di partecipanti con la malattia. A seconda degli studi la frequenza di polifarmacoterapia variava da un quarto dei casi all’89%, sottolineando quanto sia frequente l’uso quotidiano contemporaneo di più farmaci. Chi era costretto ad assumere più farmaci aveva anche una prognosi peggiore, era infatti più alto il rischio di avere complicanze gravi, tali da portare al ricovero in ospedale, come l’encefalopatia epatica, in cui si ha un deterioramento delle funzioni cerebrali, che si verifica quando il fegato non riesce più a smaltire e neutralizzare le sostanze tossiche presenti nel sangue. Era anche più frequente nei pazienti in polifarmacoterapia il peggioramento della funzionalità epatica, con ricadute significative anche sulla qualità di vita.

L’importanza della deprescrizione

Nelle malattie croniche, come è il caso della steatosi metabolica, in cui vengono prescritti molti farmaci per controllare i vari disturbi, è fondamentale che il medico riveda periodicamente la terapia in atto (leggi anche il Minidossier “Revisione della terapia e deprescrizione nell’anziano: che cosa occorre sapere”. Spesso infatti alcuni farmaci prescritti per un disturbo transitorio vengono proseguiti nel tempo, mentre andrebbero ridotti o sospesi sulla base delle condizioni cliniche. Questo processo di deprescrizione (leggi anche le news “Sono poche le raccomandazioni per la deprescrizione dei farmaci”, “Coinvolgere i pazienti nella deprescrizione fa davvero la differenza”, “Deprescrizione dei farmaci negli anziani: il “come” fa la differenza”, “Una app può aiutare il medico nella deprescrizione dei farmaci?” e “Gli effetti della deprescrizione negli anziani a domicilio”) si accompagna a un miglior stato di salute, ma deve essere prescritto dal medico e mai deciso spontaneamente dal paziente.

In pratica

Chi soffre di una steatosi epatica su base metabolica ha spesso anche altre malattie e nella maggior parte dei casi è costretto ad assumere più di cinque farmaci al giorno. L’opportunità di ridurre il rischio di effetti avversi e di interazioni pericolose tra farmaci non va sottovalutata, favorendo un continuo adattamento delle terapie che miri a somministrare solo i farmaci realmente necessari e ai dosaggi più opportuni.

Bibliografia

Armes S, Tibaes J, et al. Prevalence of polypharmacy and associated side effects in individuals with metabolic dysfunction-associated steatotic liver disease (MASLD): a systematic review and meta-analysis. BMJ Nutr Prev Health 2026; https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12936558/ Conflitti di interesse:
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