Le mediche di famiglia prescrivono meno antibiotici

29 Ott 2026

FOCUS: Antibiotico resistenza

I medici di famiglia uomini e più avanti con gli anni sono più propensi a prescrivere un antibiotico rispetto alle mediche di famiglia e ai più giovani. È questa in sintesi la conclusione di uno studio che è stato condotto in Regione Toscana.

La prescrizione della terapia antibiotica

In caso di infezioni di origine batterica il ricorso agli antibiotici è spesso risolutivo, mentre questi farmaci non sono in grado di contrastare i virus. Il problema quindi è l’appropriatezza della prescrizione, per cui il farmaco va dato solo a chi ne ha realmente bisogno, per non esporlo al rischio inutile di effetti avversi e all’aumento di resistenza nei batteri.
In ambito europeo l’Italia è uno dei Paesi che consuma più antibiotici e in alcuni casi in maniera inappropriata rispetto a quanto suggerito dall’OMS con il sistema AWaRE (leggi anche la news “La classificazione AWaRe per un uso più consapevole degli antibiotici” e il Minidossier “Classificazione AWaRe degli antibiotici: opportunità e criticità”) secondo il quale la scelta dell’antibiotico da somministrare dipende da vari fattori e deve tenere in considerazione tre diversi livelli di approccio.
In particolare in Italia il 68% di tutte le prescrizioni di un antibiotico sono fatte dai medici di famiglia per cui è importante studiare l’andamento delle loro prescrizioni e mantenere attività di formazione continue sull’uso appropriato degli antibiotici.

Lo studio tra i medici di famiglia della Toscana

Per raccogliere dati sulle abitudini prescrittive dei medici di famiglia in Regione Toscana è stato condotto uno studio molto particolare: i ricercatori si sono chiesti infatti se ci sia una differenza nel prescrivere un antibiotico a seconda che il medico sia uomo o donna.
In letteratura scientifica esiste un solo altro studio sull’argomento, condotto in Olanda, giunto alla conclusione che le mediche sono più parche nel prescrivere gli antibiotici rispetto ai colleghi maschi. Ma ciò accade anche da noi?
In Toscana lo studio ha riguardato i dati relativi a un campione di oltre tre milioni di pazienti seguiti da oltre duemila medici di famiglia. I risultati dello studio italiano sembrano confermare quanto emerso da quello olandese: le mediche di famiglia prescrivono meno antibiotici rispetto ai loro colleghi uomini (2% in meno) e sono anche più aderenti alle indicazioni dell’OMS nel prescrivere come prima scelta gli antibiotici a spettro più ristretto.
Se però si considera anche un altro parametro, cioè l’età del medico, la differenza femmine/maschi si inverte: tra i medici di famiglia più giovani (sotto i 40 anni d’età) infatti sono i maschi a prescrivere meno antibiotici.

In pratica

Sono molti i fattori che entrano in gioco quando un medico decide di prescrivere un antibiotico, tra questi il genere e l’età sembrano avere una qualche importanza. Per il genere l’interpretazione data è che le mediche, specie con pazienti femmine, instaurano un miglior rapporto comunicativo, convincendole dell’inopportunità in alcuni casi di ricorrere a un antibiotico. Il fatto che i medici più giovani siamo meno propensi a dare un antibiotico è legato probabilmente alla formazione che hanno ricevuto sul tema dell’antibiotico resistenza, molto cambiata rispetto a un tempo.

Bibliografia

Stacchini L, Forni S, et al. Comparison of antibiotic prescription indexes by patient and physician gender and age: a cross-sectional study based on administrative data. BMC Primary Care 2026; https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC13063550/ Conflitti di interesse:
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