Le nuove ricerche per la mucosite orale da chemioterapici

28 Set 2026

FOCUS: Oncologia

Nonostante nei malati di cancro si possa gestire la mucosite orale da chemioterapia (leggi anche la news Si può gestire bene la mucosite orale da chemioterapici), a oggi non ci sono farmaci specifici per la sua cura.

Che cos’è la mucosite orale da chemioterapia?

La chemioterapia causa spesso una infiammazione della bocca, la cosiddetta mucosite. Dati di letteratura indicano che si verifica nel 30-45% dei casi di chemioterapia, portando a un abbandono delle cure o a una modifica del protocollo terapeutico in un paziente su tre, comportando in tal modo, oltre a un peggioramento della qualità di vita, per il dolore e la conseguente difficoltà a bere e alimentarsi, una minore efficacia delle cure.
La mucosite si manifesta sotto forma di lesioni ulcerate dolorose della mucosa orale e del tratto gastroenterico, con dolore lancinante, difficoltà a deglutire (disfagia), perdita del gusto (disgeusia) e difficoltà alla masticazione.

Perché viene la mucosite orale da chemioterapia?

Negli ultimi trent’anni sono cambiate radicalmente le conoscenze sui meccanismi che causano la mucosite orale da farmaci chemioterapici. Un tempo, infatti, ci si concentrava sull’effetto dannoso diretto della terapia citotossica. Successivamente si è capito che l’evoluzione della condizione è legata anche alla cascata infiammatoria che segue alla lesione della mucosa, con il coinvolgimento di numerose citochine che amplificano i sintomi. Infine l’attenzione si è spostata sull’asse tra microbioma (i batteri normalmente presenti nella bocca) e risposta immune (come l’organismo reagisce alla lesione della mucosa). Questi elementi (lesione, cascata infiammatoria, microbioma e risposta immune) interagiscono tra loro per causare e mantenere il danno (che di solito dura per 4 settimane prima di guarire) ed è perciò su questi che si è concentrata l’attenzione dei ricercatori per sviluppare nuovi farmaci mirati.

Gli studi più recenti

Negli ultimi 25 anni sono stati registrati 72 studi disegnati per valutare nuove molecole per la mucosite, ma nella maggior parte dei casi, nonostante risultati a volte promettenti, non si è arrivati alla commercializzazione dei farmaci. L’unico farmaco approvato negli Stati Uniti (ma non in Italia) per la mucosite orale è il palifermin, che peraltro va usato con molta cautela per i suoi effetti avversi.
Anche per questo i nuovi obiettivi terapeutici sembrano orientarsi su altri bersagli: ci sono ricerche che mirano a modificare il microbiotica orale, ricerche che prevedono cocktail di probiotici o gel a base di vari farmaci. Quelle più promettenti prevedono l’uso di più farmaci che possano agire in maniera sinergica sui fattori che stanno alla base della mucosite.

In pratica

Non c’è una terapia mirata per la mucosite orale da chemioterapici ma ci sono diverse possibilità di cura e prevenzione (leggi anche la news Si può gestire bene la mucosite orale da chemioterapici). La disponibilità di un farmaco specifico potrebbe aiutare la gestione del malato che, a causa del dolore e del fastidio provocati dalla mucosite, deve spesso interrompere o modificare la terapia antitumorale.

Bibliografia

Kalimuthu S, Leung Y, et al. Oral mucositis in cancer therapy: a review of the clinical landscape and the emerging role of microbiome-host interactions. Crit Rev Oncol Hematol 2026; https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1040842826001691 Conflitti di interesse:
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