L’importanza della qualità di vita secondo il paziente

7 Ott 2026

FOCUS: Oncologia

Negli ultimi tempi si è cercato di dare maggior voce ai malati di tumore, per esempio si è considerato che, siccome la qualità di vita (leggi anche la news “L’importanza della qualità di vita”) è uno degli elementi più importanti una volta curata la malattia, la sua valutazione andrebbe fatta direttamente dal paziente piuttosto che dal medico. Si parla di “esiti riportati dal paziente” che vanno poi confrontati con quelli rilevati invece dal medico. A differenza di quanto emerso negli studi clinici per l’approvazione dei farmaci (leggi anche la news “Come valutare l’efficacia reale di un farmaco antitumorale”), la situazione nella pratica reale può essere diversa, per questo sono utili studi che coinvolgano direttamente i malati nel mondo reale, raccogliendo il loro parere sulla propria condizione, su come viene percepita e di quanto le terapie abbiano influenzato la loro qualità di vita.

Le terapie del tumore del colon

Dopo un intervento chirurgico per un tumore del colon a seconda della stadiazione della malattia può essere raccomandata una chemioterapia cosiddetta adiuvante che aiuta cioè nel mantenere controllata l’eventuale malattia residua dopo l’operazione (leggi anche la news “Tre cicli di chemioterapia sono sufficienti nel tumore del colon?”). Questa chemioterapia prevede l’utilizzo di alcuni farmaci (5-fluorouracile, capecitabina e oxaliplatino), da soli o insieme, per un periodo di 3-6 mesi, che possono associarsi alla comparsa di effetti avversi che incidono sulla qualità della vita come la neuropatia periferica, la sensazione di spossatezza (fatigue) o i disturbi intestinali.

La qualità di vita secondo il malato

Uno studio nazionale norvegese si è posto l’obiettivo di raccogliere l’opinione dei malati di tumore del colon sulla qualità della propria vita a distanza di un anno dagli inizi del trattamento. Veniva somministrato un questionario che indagava vari aspetti della vita quotidiana e la frequenza di determinate condizioni.
Hanno risposto alle domande quasi 1.500 malati di tumore del colon operati e successivamente trattati con la chemioterapia adiuvante, risposte che sono state confrontate con quelli di altrettante persone sane.
Come facilmente prevedibile, i malati avevano una qualità di vita peggiore delle persone sane, in particolare avevano livelli di ansia molto superiori.
L’analisi condotta rispetto ai farmaci ricevuti indica che la chemioterapia a base di oxaliplatino si associava a una maggior frequenza di sintomi disturbanti legati a una neuropatia e che tale rischio era tanto maggiore quanto più lunga era la durata della chemioterapia. Se all’oxaliplatino si associava il 5-fluorouracile la qualità di vita peggiorava per quanto riguardava la funzione sociale, l’immagine corporea e l’ansietà. Nell’11,9% dei malati la non buona qualità di vita era collegata alla presenza di un dolore cronico importante.

In pratica

La chemioterapia adiuvante in caso di tumore del colon allunga la sopravvivenza ed è quindi efficace ma bisogna fare i conti con i possibili effetti avversi a lungo termine che peggiorano la qualità di vita, su cui è fondamentale sentire l’opinione del paziente. Un disturbo considerato lieve dal medico può essere in realtà vissuto molto male dal paziente ed è per questo che è importante averne una valutazione diretta da parte sua.
Il bilancio rischi-benefici delle terapie antitumorali è complesso e occorre trovare il giusto equilibrio tra efficacia ed effetti avversi, considerando sempre la qualità di vita e condividendo ogni scelta terapeutica con il paziente.

Bibliografia

Slordahl K, Balto A, et al. Patient reported outcomes after treatment for colon cancer – A nationwide study. Eur J Surg Oncol 2026; https://www.ejso.com/article/S0748-7983(26)00100-9/fulltext Conflitti di interesse:
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