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Newsletter n. 66

Questa settimana apriamo parlando di bambini. Uno studio evidenzia che meno di 7 pediatri su 100 hanno ricevuto durante gli anni di studio universitari una formazione specifica sulla comunicazione degli effetti indesiderati delle terapie, competenza fondamentale anche per evitare inutili allarmismi tra i genitori. Parliamo poi di ipertensione pediatrica nell’insufficienza renale cronica e delle opzioni terapeutiche disponibili. Rivolgiamo anche uno sguardo agli anziani in polifarmacoterapia, tra i quali cresce l’uso di integratori alimentari, con i rischi che ne derivano per le possibili interazioni con i farmaci e per i possibili effetti avversi. In ambito oncologico analizziamo il legame tra alcune terapie e l’aumentato rischio di depressione, condizione già presente di per sé con una discreta frequenza in chi sa di avere un tumore. Chiudiamo con il consueto focus sui batteri resistenti agli antibiotici, sempre più diffusi, anche in frutta e verdura consumate fresche.
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Newsletter n. 65

Questa settimana poniamo l’attenzione su diversi farmaci. Da un lato segnaliamo un’ampia analisi dei dati di farmacovigilanza che conferma come i betalattamici siano gli antibiotici più frequentemente associati al rischio di anafilassi; dall’altro richiamiamo alla cautela nell’uso della melatonina nei bambini, alla luce delle prove di efficacia e sicurezza ancora insufficienti. In ambito oncologico parliamo degli inibitori della via degli androgeni che, aggiunti alla terapia ormonale tradizionale, si associano a un aumento del rischio di fratture. Ci soffermiamo poi su due patologie molto diffuse: la broncopneumopatia cronica ostruttiva, spesso accompagnata da polifarmacoterapia, e la sindrome dell’occhio secco, una condizione che si evolve con l’età e richiede un approccio personalizzato.
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Newsletter n. 64

Questa settimana parliamo di antibiotici in diverse situazioni. Nell’appendicite acuta del bambino, il trattamento antibiotico non rappresenta sempre un’alternativa adeguata alla chirurgia, e nell’otite media acuta, ancora in età pediatrica, gli antibiotici sono spesso prescritti anche quando sarebbe più corretto attendere e monitorare l’evoluzione. Sempre in tema di infezioni batteriche, una revisione della letteratura mostra che gli anticorpi monoclonali offrono una riduzione della colonizzazione, senza però prove solide di un beneficio sull’andamento della malattia. Ci occupiamo poi di diabete, sottolineando come la scelta dell’ago per l’insulina possa incidere sull’efficacia della terapia e sull’aderenza nel tempo. Chiudiamo con uno sguardo alla ricerca: l’idralazina, storico antipertensivo, è oggi studiata nel glioblastoma, a dimostrazione di come anche molecole già note possano trovare nuove applicazioni.
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Newsletter n. 63

Questa settimana torniamo a parlare di vaccini in due occasioni: da un lato dei vaccini antinfluenzali di nuova generazione, efficaci contro più varianti virali e potenzialmente in grado di offrire una protezione più duratura, oltre la singola stagione influenzale; dall’altro dei vaccini anti COVID-19 nei bambini, ricordando che il rischio di miocardite è significativamente più alto dopo l’infezione, se si prende la malattia, che dopo la vaccinazione. Restando in ambito pediatrico, parliamo di macrogol per la stitichezza, da utilizzare però solo dopo aver adottato modifiche dello stile di vita e dell’alimentazione. Segnaliamo poi un piccolo studio sulla deprescrizione negli anziani: non conta solo quanti farmaci si riducono o sospendono, ma anche come questa pratica viene gestita. Infine, sottolineiamo l’importanza di attenersi alle raccomandazioni nell’assunzione dei farmaci antitumorali per bocca.
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Newsletter n. 62

Apriamo la settimana con il nuovo Minidossier di COSIsiFA dedicato alla Cimicifuga racemosa, utilizzata per i disturbi della menopausa, ma da evitare nelle donne con tumore al seno in ormonoterapia, alla luce dei possibili rischi. Parliamo poi dei farmaci oncologici in pediatria e dell’approvazione delle terapie innovative per i bambini, che procede a due velocità diverse a seconda dell’area geografica: più lentamente in Europa rispetto agli Stati Uniti. Rimanendo in ambito pediatrico, segnaliamo uno studio italiano da cui emerge un aumento delle intossicazioni da farmaci negli adolescenti tra i 12 e i 18 anni, più marcato dopo la pandemia di COVID-19. Diamo spazio anche agli antibiotici nelle infezioni delle vie urinarie nel bambino: cicli di terapia più brevi non sempre garantiscono la stessa efficacia di quelli lunghi, ma riducono gli effetti avversi. Chiudiamo con le tecnologie digitali, che potrebbero aiutare gli anziani che assumono molti farmaci a seguire meglio le terapie.
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