Rischio interazioni per i tanti farmaci assunti dall’anziano

2 Ott 2026

FOCUS: Cronicità e polifarmacoterapia

Le persone anziane ricoverate in Italia nelle residenze sanitarie assistenziali (RSA) prendono in media 7 o 8 farmaci al giorno e questo le espone a possibili interazioni tra farmaci, alcune delle quali possono essere pericolose. Il dato emerge da un’indagine svolta dalla Società Italiana di Gerontologia e Geriatria nell’ambito del progetto Prescription Day, che mira a fotografare la prescrizione di farmaci in un determinato giorno.

Le persone anziane ricoverate

La definizione residenze sanitarie assistenziali comunemente usata comprende molte diverse realtà nelle quali è più o meno intensa l’assistenza medica vera e propria. Il Ministero della Salute ha cercato di mettere ordine al riguardo definendo i vari tipi di struttura (vedi il documento “Prestazioni residenziali e semiresidenziali” pubblicato dalla Commissione Nazionale per la definizione e l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza).
È in queste diverse strutture che è stata condotta un’indagine per capire quanti farmaci prendano in media le persone ricoverate e quali siano i rischi di interazione tra farmaci.
Le persone anziane hanno spesso più di una malattia e per questo assumono ogni giorno più di un medicinale, se il numero dei farmaci supera i 5 al giorno si parla di polifarmacoterapia (leggi anche il Minidossier “Polifarmacoterapia nelle transizioni di cura: assistenza integrata per la continuità tra ospedale e territorio”). Ovviamente quanti più sono i medicinali che si prendono e tanto maggiore è il rischio di effetti avversi e di interazioni tra loro che possono comportare conseguenze sulla salute.

I dati rilevati nel Prescription Day

In un unico giorno predefinito sono state registrate le prescrizioni di farmaci in 82 RSA relative a oltre tremila persone anziane ricoverate (con un’età media di quasi 85 anni). Si è così potuto avere un’idea di quanto sia diffusa la polifarmacoterapia e di quanto alto sia il rischio di possibili interazioni.
Suddividendo il numero di farmaci registrati per il numero di partecipanti si è trovata la media di farmaci assunti al giorno: in media 7,7 farmaci a persona, a confermare l’alto uso di medicinali in questa fascia d’età. I farmaci più assunti erano quelli per il sistema nervoso, per il tratto alimentare, per il metabolismo e per il cuore e a comandare la graduatoria erano la furosemide (un diuretico che serve per abbassare la pressione), il paracetamolo, usato contro il dolore e per abbassare la febbre, il pantoprazolo, farmaco usato nel reflusso gastro-esofageo e nell’ulcera peptica, la quetiapina, un farmaco antipsicotico, e il macrogol impiegato per la stitichezza.
A fronte di questo ampio uso di medicinali sta il rischio di interazioni: si è calcolato che il 42,2% di queste persone era esposta ad almeno una interazione tra farmaci clinicamente rilevante. Tale percentuale in alcuni casi era ancora più alta:

  • persone con cure molto complesse
  • presenza di depressione
  • presenza di insonnia
  • presenza di malattie di cuore
  • presenza di disturbi psicologici e comportamentali.

In pratica

Le persone anziane ricoverate in RSA a causa dell’alto numero di farmaci che devono prendere ogni giorno sono esposte al rischio di effetti collaterali e di interazioni tra farmaci. Proprio per questo è importante rivedere periodicamente la loro terapia (revisione del trattamento) per capire se è possibile ridurre il numero dei farmaci sospendendone o riducendone qualcuno (è la cosiddetta deprescrizione, leggi anche il Minidossier “Revisione della terapia farmacologica e deprescrizione nel paziente anziano”) perché non più necessario.

Bibliografia

Malara A, Zucchelli A, et al. Polypharmacy and drug-drug interactions in long-term care facilities residents: findings from the Italian Prescription Day Project; J Gerontol A Biol Sci Med Sci 2026; https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/42001215/ Conflitti di interesse:
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