Acidi peptidonucleici: un nuovo approccio contro i batteri

6 Nov 2026

FOCUS: Antibiotico resistenza

Gli acidi peptidonucleici potrebbero in futuro essere una opzione alternativa o associata agli antibiotici tradizionali per combattere le infezioni da batteri resistenti.

Il Piano nazionale di contrasto all’antimicrobico resistenza

Tra le raccomandazioni presenti nel Piano nazionale di contrasto all’antibiotico resistenza (PNCAR) c’è anche l’importanza che l’aziende farmaceutiche facciano attivamente ricerca per la scoperta di nuove molecole con attività antimicrobica che possano essere usate nei casi in cui gli antibiotici non sono più efficaci a causa delle resistenze sviluppate dai batteri (leggi anche le news “Troppo poche le ricerche di nuovi farmaci contro i microbi resistenti” e “Affidarsi all’intelligenza artificiale per avere nuovi antibiotici”).
In particolare su questo aspetto il PNCAR (leggi anche la news “I piani nazionali servono per contenere l’uso degli antibiotici”):

  • sostiene lo sviluppo di nuove molecole, vaccini e terapie alternative per combattere i batteri multiresistenti ai farmaci convenzionali
  • mira a facilitare l’accesso in Italia a nuove combinazioni antibiotiche approvate dalle agenzie regolatorie (come EMA e AIFA) o nuove classi di farmaci
  • discute strategie economiche per incentivare le aziende farmaceutiche a investire in antibiotici innovativi, il cui mercato tradizionale risulta spesso poco remunerativo rispetto ai farmaci cronici
  • collega l’introduzione di nuovi farmaci a rigidi protocolli di utilizzo per evitare che si sviluppino resistenze anche contro le molecole appena arrivate.

Gli acidi peptidonucleici

Gli alti costi per la scoperta di nuovi antibiotici fanno sì che spesso la ricerca sia orientata a modifiche degli antibiotici già esistenti piuttosto che all’identificazione e allo studio di molecole completamente nuove, che abbiano un meccanismo d’azione diverso. Ciononostante la ricerca in questo campo non è ferma e lo dimostrano gli sviluppi, in fase ancora preclinica, legati alla sintesi degli acidi peptidonucleici. Si tratta di molecole ibride sintetizzate in laboratorio che uniscono una parte che mima il DNA e l’RNA (gli acidi nucleici) a una componente proteica di sostegno.
Grazie a questa particolare struttura (non presente spontaneamente in natura) gli acidi peptidonucleici possono legarsi agli acidi nucleici dei batteri andando a bloccarne direttamente l’attività, impedendo per esempio la produzione di proteine necessarie al batterio per la propria crescita, replicazione o virulenza.
Queste molecole, così facendo, potrebbero quindi contrastare le infezioni danneggiando direttamente i batteri con una terapia mirata, che non incide negativamente sulle cellule sane circostanti. È possibile infatti bloccare singoli geni batterici con un’azione specifica, ben diversa da quella ad ampio spettro spesso esercitata dagli antibiotici tradizionali.
Gli esperimenti condotti finora indicherebbero anche che i batteri sono meno inclini a sviluppare fenomeni di resistenza verso queste nuove molecole. Inoltre gli acidi peptidonucleici avrebbero anche un’altra azione di contrasto ai batteri perché ridurrebbe la produzione del biofilm usato da alcuni batteri, come Pseudomonas, per difendersi dall’azione degli antibiotici.
Una revisione, condotta da autori italiani, fa il punto su queste terapie, sottolineando come l’approccio sia molto innovativo e interessante, ma che c’è ancora molta strada da fare prima di arrivare all’applicazione nella clinica per via degli alti costi di produzione, dei problemi di purificazione, di farmacodinamica e dei possibili effetti avversi che non sono stati ancora adeguatamente studiati.

In pratica

La scoperta e lo sviluppo di nuove molecole antibatteriche, che potranno essere usate al posto degli antibiotici o in loro associazione, è uno degli obiettivi dei piani di contrasto all’antimicrobico resistenza. Gli acidi peptidonucleici sono una soluzione promettente che però deve ancora passare attraverso diverse fasi della sperimentazione scientifica. Di certo occorreranno diversi anni prima che questo approccio innovativo possa essere applicato nella pratica clinica quotidiana.

Bibliografia

D’Aniello A, Masi A, et al. Peptide Nucleic Acids (PNAs) in antimicrobial therapy: a next generation strategy. Int J Mol Sci 2026; https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41683983/ Conflitti di interesse:
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