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News, schede, approfondimenti e strumenti pratici affrontano temi di interesse quotidiano, con informazioni chiare e basate sulle migliori prove scientifiche. I contenuti sono realizzati per offrire ai cittadini informazioni affidabili, comprensibili e facilmente utilizzabili.
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In alcuni pazienti operati per tumore e poi dimessi ci sono discrepanze non volute tra le terapie prescritte e quelle realmente somministrate
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OncologiaFormazione
Vaccinare bimbi e bimbe: una scelta consapevole
Questo corso, rivolto a tutta la popolazione, si propone di fare chiarezza sulle vaccinazioni in età pediatrica, offrendo informazioni affidabili per sostenere scelte consapevoli e informate per la salute di bimbi e bimbe.
Disponibile fino al 31 dicembre 2026

Corsi di formazione

Pediatria
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Podcast
5 Giugno 2026
L’insonnia del bambino
di: Arianna Carolina Rosa e Valentina Boscaro
Molti bambini fanno fatica ad addormentarsi, alcuni si addormentano solo se la mamma o il papà sta vicino, altri si rilassano solo se cullati dal rollio del passeggino o dell’automobile. Altri ancora si risvegliano di frequente. E’ inevitabile che questa situazione generi stanchezza e preoccupazione nei genitori, ma siamo sicuri che si tratti di insonnia? In questo podcast parliamo di insonnia del bambino prendendo in esame rischi e benefici delle strategie più diffuse per aiutare piccoli ad avere notti serene.
Domande e risposte
Come faccio a sapere se sono attendibili e di buona qualità le informazioni su salute e farmaci in internet e social media?
La fonte è autorevole? È indicata una data chiara che indica se la notizia è aggiornata? Vengono fornite le prove a supporto di quanto viene affermato (su quali studi, in base a quali dati…)? Sono alcune domande da porsi.
Inoltre un’informazione che parla di farmaci deve dire chiaramente per quale condizione il farmaco è indicato, riportarne i benefici e i rischi, e spiegare quali aspetti sono ancora incerti. È importante anche sapere chi ha finanziato la ricerca, se è l’azienda che produce il farmaco potrebbero esserci conflitti d’interesse.
Valutare la qualità della fonte è il primo passo per informarsi in modo consapevole ed evitare di fidarsi di notizie incomplete o fuorvianti.
Come nasce un farmaco?
Prima di tutto i ricercatori studiano la malattia per individuare un bersaglio – per esempio una proteina – che ha un ruolo nello sviluppo della malattia stessa. In seguito identificano una sostanza in grado di interagire con il bersaglio e dare un potenziale effetto terapeutico. Il farmaco viene studiato prima in laboratorio e poi in modelli animali. Se dà prova di avere effetto e in questa fase non presenta rischi, i ricercatori possono passare agli studi clinici che coinvolgono le persone. A questo punto vengono condotti studi di diverso tipo per valutarne prima la sicurezza, coinvolgendo persone sane, e poi l’efficacia, coinvolgendo un gruppo ristretto e successivamente più numeroso di persone con la malattia. Gli studi vengono sottomessi alle autorità competenti per una valutazione. Dopo l’approvazione delle autorità competenti e l’immissione sul mercato, il farmaco resta soggetto a farmacovigilanza per il monitoraggio continuo di possibili reazioni avverse.
Come ridurre in maniera sicura l’uso di benzodiazepine e altri farmaci per l’insonnia?
L’uso prolungato di benzodiazepine e altri farmaci per l’insonnia può avere effetti avversi, soprattutto nelle persone anziane, come per esempio la comparsa di vertigini con rischio di cadute e fratture, o rallentamento cognitivo. Per questo, può esserne valutata l’interruzione. È importante sapere che l’assunzione cronica di benzodiazepine non garantisce necessariamente un sonno migliore: chi le utilizza per lunghi periodi ha spesso una qualità del sonno peggiore rispetto a chi non ne fa uso. Al contrario, quando la sospensione avviene gradualmente e sotto controllo medico, la qualità del sonno tende a migliorare, con benefici che si mantengono anche nel lungo periodo. Questi farmaci però non vanno interrotti all’improvviso perché ci possono essere effetti di astinenza molto importanti. Il percorso che porta alla riduzione e sospensione di questi farmaci non è semplice. È fondamentale che chi le assume non agisca autonomamente, ma si rivolga al medico che fornirà tutte le informazioni sui rischi e valuterà le modalità e tempi di riduzione più adatti per il singolo caso.
È possibile ridurre o sospendere i farmaci di una persona anziana quando sono molti?
Sì, è possibile, ma deve farlo il medico. Una persona anziana che ha più malattie croniche può arrivare ad assumere cinque o più farmaci al giorno (polifarmacoterapia). Questo può aumentare il rischio di reazioni avverse, di interazioni tra farmaci, di non assumere correttamente la terapia e di dover essere ricoverati in ospedale. Ridurre o sospendere i farmaci non necessari o potenzialmente dannosi (deprescrizione) è quindi fondamentale a seguito di una valutazione sistematica dei farmaci da parte del medico (revisione della terapia). Non bisogna mai decidere di interrompere o modificare la dose di un farmaco da soli, ma occorre sempre parlarne con il medico.
Ho mal di gola. Posso prendere l’antibiotico che ho in casa?
La risposta è no. È bene prendere un antibiotico solo dopo aver sentito il parere del medico, il quale nel caso sia necessario darà le indicazioni d’uso. L’antibiotico preso in autonomia potrebbe essere scaduto, non essere necessario e causare effetti avversi. In aggiunta, l’uso inappropriato comporta l’aumento di resistenze dei batteri agli antibiotici più usati.












